Terre di Prato - Organismo di Composizione della crisi

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PROCEDURE DI CUI SI PUO' USUFRUIRE


- PIANO DEL CONSUMATORE

-- Per le Famiglie e le Persone gravate da debiti non derivanti da attività di impresa o professione --

Con il Piano si vuole assicurare alle persone il reddito minimo necessario ad un "DIGNITOSO TENORE DI VITA". Le condizioni che devono esservi per poterne usufruire sono: Incolpevolezza, Meritevolezza ed Alternativa Liquidatoria. Non viene richiesto il consenso dei creditori che possono però reclamare sull'esistenza di tali condizioni. Può essere omologato, cioè reso efficace nei confronti dei creditori) sulla sola base della valutazione del tribunale.

Concettualmente viene individuato il reddito percepito, a tale importo viene detratto quanto necessario a sostenere un dignitoso tenore di vita e il reddito residuo disponibile viene destinato al pagamento dell'intera massa debitoria. Viene quindi stilato l'elenco dei debiti, di quelli abbattuti e/o allungati sino a quando il totale delle rate mensili sia compatibile con il reddito reso disponibile.


- PROPOSTA DI PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO

-- Per Le Imprese, Artigiani, Agricoltori, Professionisti, Associazioni etc. attività non soggette ne assoggettabili a procedure fallimentari --

Questa proposta va inserita nel contesto di un Piano di Risanamento Aziendale. Si vuole così portare in continuità l'attività imprenditoriale evitando, dove possibile, la chiusura e quindi la perdita di posti di lavoro. 

L'intervento dell' Organismo è quindi principalmente volto a fare un'analisi reddituale con riferimento al margine operativo lordo. Si ipotizzano quindi interventi sulla struttura del debito tali da renderla compatibile con l'"attuale" reddito prodotto dall'Azienda. Concettualmente vengono analizzati i risultati economici degli ultimi tre esercizi e quindi individuati i motivi che hanno determinato la contrazione del reddito prodotto con individiazione degli interventi possibili sia quantitativamente che qualitativamente. Propedeutica all'eventuale asseverazione è la raccolta del consenso di almento il 60% dei crediti.


- LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO

-- Per le Famiglie e le Imprese --

La Liquidazione del Patrimonio può essere richiesta sia come unica proposta, che affiancata al Piano del Consumatore o Alla Proposta di Ristrutturazione del Debito. E' soggetta esclusivamente all'omologazione da parte del Giudice.

Sia la proposta di Piano di Ristrutturazione dei Debiti, sia il Piano del Consumatore, non comportano necessariamente la liquidazione dell'intero patrimonio del debitore.

Le procedure, se omologate dal Tribunale, comportano che il debitore possa essere ammesso a pagare i propri debiti anche in misura non integrale, in un periodo più lungo e a diverse condizioni di quelle inizialmente previste.

Il debitore nel proporre la ristrutturazione dei propri debiti e la soddisfazione dei crediti, può anche offrire la cessione di propri crediti futuri; è necessario, inoltre, dare conto di tutta la propria consistenza patrimoniale indicando elementi tali da far ritenere che l'accordo o il piano che si propone sia realizzabile. A tal fine, qualora sia necessario, è possibile offrire la garanzia di terzi all'uopo disponibili; naturalmente occorre acquisire il consenso scritto degli stessi con l'indicazione dei redditi o dei beni che essi mettono a disposizione.

Dopo il deposito della richiesta in Tribunale (quello di residenza del debitore) ha luogo un procedimento inteso a verificare se sussistono le condizioni per l'omologazione della proposta (cioè il provvedimento che rende vincolante l'accordo o il piano per tutti i creditori).

Il giudice omologa il piano quando:

          - verifica la sua idoneità ad assicurare il pagamento dei crediti che devono essere necessariamente soddisfatti (impignorabili ecc.);

          - esclude che il consumatore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di potervi adempiere;

          - esclude che il consumatore abbia colposamente determinato il proprio sovra-indebitamento.

Nel corso di entrambe le procedure ogni creditore non consenziente può sollevare delle contestazioni circa la convenienza dell'accordo o del piano. In tal caso il giudice provvede alla omologazione solo se ritiene che il credito di chi solleva la contestazione possa essere soddisfatto dall'esecuzione dell'accordo o del piano in misura non inferiore a quella che deriverebbe dalla liquidazione dell'intero patrimonio del debitore.

Tra i crediti falcidiabili rientrano quelli del Fisco ad eccezione dell'IVA, e della Ritenuta d'Acconto.



LA PROPOSTA NON E' AMMISSIBILE QUANDO


La proposta non è ammissibile quando il debitore (Art 7 comma 2 legge 3 2012):

• lettera a) "e' soggetto a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente capo";

• lettera b) "ha fatto ricorso, nei precdenti cinque anni ha fatto ricorso, nei precdenti cinque anni, ai procedimenti di cui al presente capo";

• lettera c) "ha subito, per cause a lui imputabili, uno dei provvedimneti di cui agli art. 14 e 14 bis";

• lettera d) "ha fornito documentazione che non consente di ricostruire completamente la sua situazione economica e patrimoniale".

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Procedure Sovraindebitamento a cura de La Giustizia dei cittadini.


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